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Biblioteca Dantiana
Nel corso degli oltre dieci anni di lavoro sul “Testo fondamentale” d’esegesi dantiana, Gian Maria Ferretto ha prodotto altri studi, tutti pubblicati dalle Edizioni G. M. F. in due collane: una, naturale prosecuzione del testo fondamentale, dedicata agli “Studi”; l’altra dedicata ai “Saggi”, trattati particolari su argomenti specifici.
Saggi di supporto
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Come |
| tutto | |
| ha avuto | |
| inizio | |
| Nell' armonica proporzione | |
| dell' universo | |
| la precisa risposta gnostica | |
| al più terribile quesito di | |
| tutti i tempi |
Prima Edizione 2003 - Formato 14
x 20,5, illustrato, brossura con sovracoperta, pagine 140. € 34,00
La “Dottrina della Tradizione”, un tempo unica rettrice dello sviluppo del pensiero umano, ha sempre avuto come scopo primario quello di indurre ciascun individuo alla più vasta conoscenza possibile. Nella ferma consapevolezza che l’individuo, quale elemento indissolubilmente legato alla natura, non può che esistere in conformità alle leggi che la governano, la mente umana, approfondendo la Conoscenza, era arrivata a capire l’atto formale che sta all’origine della Natura stessa. Nel testo si documenta in modo estremamente rigoroso la dinamica di quest’atto fondamentale all’esistenza del mondo manifesto, alla vita del tutto, essenziale per l’uomo in quanto rappresenta il codice dei comportamenti che definiscono l’etica della sua esistenza.
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Dante e Nostradamus | |
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L’enigma della lapide di
Torino | |
Prima Edizione 2001 - Formato 14
x 20,5, illustrato, brossura con sovracoperta, pagine 115. € 32,00
Ad accostare due nomi tanto celebri ancora non si era mai arrivati. Ma a quanto pare, entrambi questi autori d’intramontabile fama dovevano essere accomunati da un unico destino: quello di essere, per molti secoli, letti da tutti e capiti da nessuno. A condurre Gian Maria Ferretto sulla strada di Nostradamus sono stati gli studi sull’opera del vate fiorentino. Una volta compresa la tecnica di scrittura dantesca e i principi sui quali si basa l’arte del vaticinio e della profezia, è venuto quasi naturale presupporre che un altro personaggio, tanto misterioso, potesse avere adottato la medesima formula espressiva, in un campo, quello della profezia, che non è affatto estraneo neppure all’Alighieri, sia pure in forme e modi diversi. Il saggio offre all’autore l’occasione per illustrare quali siano le conoscenze e gli elementi indispensabili alla lettura di un testo redatto in chiave ermetica.
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| TREVISO E BOLOGNA | |
| NELLA VITA SEGRETA | |
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DI DANTE ALIGHIERI | |
Prima Edizione 2001 - Formato 14
x 20,5, illustrato, brossura con sovracoperta, pagine 165. € 35,00
A tutt’oggi, quando si studia la vita di Dante e il suo lungo peregrinare nel periodo dell’esilio, i nomi delle città di Bologna e Treviso appaiono del tutto marginalmente. Gli studi condotti in quest’ultimo decennio dal Ferretto sull’opera del vate fiorentino, che hanno finalmente condotto alla decifrazione dei vari sensi allegorici dei testi danteschi, hanno anche fornito le notizie sulle quali è basato il presente saggio. Da precise indicazioni dell’Alighieri medesimo Ferretto desume infatti i dati che gli consentono di stabilire i rapporti intrattenuti dal poeta con Bologna e con Treviso: rapporti di tale importanza da consentire di individuare in queste due città una rilevanza, per la vita di Dante, non inferiore neppure a quella di Firenze, sua città natale, o di Verona dove a lungo visse o di Ravenna dove morì. Se poi consideriamo il lato sconosciuto della sua esistenza, ovvero quello della sua formazione etica e sapienziale, non v’è dubbio che Bologna e Treviso, nell’ordine, siano state le due città in assoluto più importanti per la vita spirituale del vate.
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Dante |
| e il grande mito | |
| universale | |
| della “Marca” | |
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Il mistero | |
| di una denominazione | |
| che non si è mai saputo | |
| d'onde venga | |
Il luogo in cui Dante visse momenti cruciali della sua esistenza si chiamava, e tuttora si chiama, “Marca trevigiana”. Questa terra non è mai stata una marca di confine, mai è stata sede di marchesato, ma anche oggi continua misteriosamente a portare una denominazione impropria, che altri territori - in passato “marche” a tutti gli effetti - hanno nel frattempo perduto. Nessuno è finora riuscito a dipanare questo ennesimo enigma della storia. Nessuno è riuscito a dare a tutto questo un perché. Ancora una volta, e sempre con l’aiuto di Dante, l’autore guida con sicurezza il lettore lungo i sentieri del passato e, leggendo ciò che è scritto nelle pagine della Conoscenza, lo porta a divenire lui stesso un abitante di quel luogo fantastico che si trova dovunque e in nessun luogo, quella terra tra il mare e il monte racchiusa fra due fiumi che fu ed è la “Marca trevigiana”: territorio senza confini, ultima Corte d’Amore. Nel testo una ricca serie di illustrazioni conforta il percorso e facilita enormemente la comprensione di uno dei concetti fondamentali dell’esoterismo tradizionale, di cui la “Marca trevigiana” costituisce una sorta di monumento storico. Non c’è affatto da stupirsi, dunque, che proprio in questa terra, sette secoli dopo la sua esistenza, sia avvenuta la riscoperta del vero volto e del verace senso dell’opera di Dante Alighieri.
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